"Per i 1600 alberghi della Liguria è in arrivo la nuova classificazione, approvata oggi dalla giunta della Regione Liguria, il primo dei quattro regolamenti previsti dalla legge del 7 febbraio 2008 "Testo unico in materia di strutture turistico ricettive e balneari". Gli altri punti che saranno varati prossimamente dalla giunta riguarderanno le strutture ricettive extralberghiere, gli stabilimenti balneari e le realtà all'aria aperta. Il provvedimento , approvato oggi dalla giunta regionale, è stato presentato dall'assessore al turismo Margherita Bozzano e punta a garantire gli standard minimi che ogni categoria di albergo dovrà avere, sia come struttura, sia come servizi offerti".
(dal comunicato stampa della Regione Liguria di ieri)
Le reazioni non sembrano positive.
Angelo Galtieri - Unione Provinciale Albergatori - commenta: Sarà una notte di San Lorenzo, con una “caduta” di stelle per oltre il 50% delle strutture liguri.
Dello stesso tono le opinioni di Americo Pilati - FederAlberghi Liguria: Sono stati dimenticati i punti da toccare per una vera ripartenza del turismo.(fonte: La Stampa, ed Savona, pag 71 Liguria).
Riassumendo le posizioni sembra che le questioni principali addebitate alla Regione siano
- l'innalzamento dei parametri che richiedono investimenti ingenti proprio in un momento di crisi;
- il vincolo alla destinazione (divieto di trasformazione in residenziale).
D'altra parte la categoria degli albergatori sconta, tradizionalmente, una frammentazione che indebolisce le istanze.
In linea generale trovo l'adeguamento a standard europei assolutamente necessario, come ritengo, sempre rimanendo sul metodo, assolutamente giusto, anzi tardivo, il vincolo di destinazione alberghiera.
Nessuno può negare che la nostra regione nei decenni precedenti abbia seriamente messo a rischio la sua vocazione turistica investendo troppo sul segmento "seconde case" che poco ha portato, in termini di valore aggiunto, all'economia ligure mentre tanto ha, purtroppo, prodotto in termini di degrado del territorio.
Ma l'altro aspetto che mi inquieta, e non per la prima volta, è la mancanza di dialogo tra i soggetti coinvolti. Tradizione, questa, non solo locale che porta ad arroccamenti su posizioni preconcette, spesso nemmeno velatamente politiche. Spesso quando scrivo ho il timore che pur seguendo soltanto la logica del mio ragionamento, questo possa venir interpretato e catalogato come appartenente ad uno schieramento oppure all'altro.
La politica svolga il suo ruolo ma affidi ai tecnici compiti che non può e non deve svolgere; analogamente gli operatori rivendichino la loro imprenditorialità senza prestarsi a strumentalizzazioni.
Il turismo non ha tempo per le nostre piccole diatribe. Vi prego, forse è già troppo tardi.


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