Limone Piemonte, come le altre località sciistische del basso Piemonte (Prato Nevoso, Artesina, Frabosa e Lurisia) gode di una rendita di posizione invidiabile nei confronti di tutto il bacino ligure; un'ora e mezza da Savona, due ore da Genova. Per questo, anche io, la frequento regolarmente.
Paghi, probabilmente, di questa situazione che garatisce, come dire, una certa rigidità della domanda e la possibilità di sottrarsi, almeno parzialmente, a dinamiche competitive che contraddistinguono altre destinazioni, molto lente sono state negli anni le innovazioni tecnologiche introdotte dagli operatori turistici (impianti di risalita).
Parallelamente si può riscontrare una carenza nelle strategie di destination marketing e di relativo piano di comunicazione. Il tutto si limita all'organizzazione di qualche evento, qualche tappa del circuito di snowboard, e poco altro ancora.
Nulla invece risulta la capacità di fare sistema. Trattasi, infatti, di un piccolo comprensorio (il concetto di piccolo è da parametrarsi in relazione ad altri comprensori quali quello dolomitico) all'interno del quale fino allo scorso anno esistevano due scuole di sci separate e dove ancora oggi lo skipass riserva bianca non ha validità nella pista per bambini in "zona maneggio". Pertanto un genitore che acquista il giornaliero per le piste degli adulti non può utilizzarlo per sciare con il figlio a fine giornata. Non solo, per l'acquisto di abbonamenti e corse presso il "maneggio" non sono accettate carte di credito o bancomat.
L'altra politica innovativa adottata quest'anno, in controtendenza con quanto stanno offrendo località sciistiche ben più famose ed attrezzate, è quella di far pagare 5 euro lo skipass ai bambini sulle piste dei grandi, bambini che fino allo scorso anno sciavano gratuitamente fino ai 6 o 7 anni.
Insomma mentre in altre zone, come nel comprensorio di Dolomiti Superki, si fornisce il servizio "direct to lift" che consente risparmi progressivi fino al 10% per gli acquisti via web, mentre la Val d'Aosta adotta il Teleskipass ricaricabile via web o via sms, mentre Les 2 Alpes lascia l'utilizzo gratuito degli impianti nella zona bassa (ovvero 7 su 51), mentre sono allo studio ovunque offerte competive per famiglie, nella ridente Limone Piemonte si torna addirittura indietro.
Il paese è grazioso e anche ben tenuto ma si avverte, come purtroppo spesso ho visto in Liguria, la mancanza di una visione strategica.
Vedi anche articolo di Alessandro Rosa su La Stampa del 6 dicembre (non ancora online)

Cara Roberta, hai proprio ragione.
sto studiando in questo momento un mercato di nicchia (turismo culturale) su tre diversi paesi europei.
La questione lampante in Italia e' che a meno di belle eccezioni (come Ravenna, in parte) la mancaza di strategia e' lampante. E mi riferisco soprattutto al fatto che la visione principale e' che le attrazioni sono li', quindi prima o poi q1 verra' a visitarle (nel caso dei beni culturali).
Mentre, come sottolinei nel tuo post, in europa e' diverso: le destinazioni e le attrazioni sono viste come risorsa stragica per l'economia e lo sviluppo.
Per quanto rigurda il turismo culturale la sola cosa che mi vien da dire e' che dovremmo veramente educare ed educarci alla scoperta della bellezza e non del "cadreghino" (milanessissimo termine) dell'assessore.
Grazie per il post.
Scritto da: alessandro | 11 dicembre 2008 a 19:22