Ho letto con grande interesse, e un po’ di sconforto, il dibattito di questi giorni sul ruolo dell’Università a Savona, sia in quanto docente del corso di laurea in Economia del Turismo, sia in quanto savonese.
Lo sconforto nasce non tanto dalla, secondo me palese, provocazione del Presidente Bertolotto, quanto dall’assenza di un successivo momento propositvo.
Da qui alcune considerazioni.
Nessuno ha mai affermato che il ruolo dell’Università a Savona dovesse essere quello di ridurre gli spostamenti e che il suo target fosse lo studente savonese. Da questo punto di vista è doveroso stimolare i giovani ad intraprendere percorsi universitari, in base alle proprie attitudini, lontano da casa.
Ma l’ Università può e deve essere una risorsa per la nostra provincia, il luogo dove sviluppare progettualità, dove legare innovazione e territorio in un circolo virtuoso di reciproco vantaggio e in una prospettiva di crescita economica. Se non si possiede una cultura dell’innovazione e della ricerca, ogni investimento in tal senso verrà percepito solo un come un costo.
Certamente le colpe non sono mai da una sola parte: l’Università deve aprirsi maggiormente all’esterno seguendo modelli vincenti delle università straniere dove il rapporto con le imprese e il territorio è decisamente più stretto.
Ma spetta anche a Savona, e allargherei l’orizzonte alla Liguria, al suo tessuto produttivo, alla classe politico-imprenditoriale, fare un salto di qualità e sfruttare le straordinarie opportunità che la presenza di un’Università può dare. La politica, poi, dovrebbe avere un ruolo, non marginale, di indirizzo e di governance di questo processo di integrazione tra il sapere e il fare. Il che significa, come afferma il Dott. Pasquale, direttore dell’Unione Industriali, intervenire in maniera anche più incisiva sulla tipologie di lauree che interessano l’economia locale.
Trovo, perciò, gravissima l’eventuale rinuncia ad esercitare questo ruolo.
Mi sembra doveroso ricordare che la Facoltà di Economia è presente, con successo di iscritti e di assunzioni, nel polo didattico di Savona dal 1992/93, prima come Diploma universitario trasformato successivamente in vero e proprio Corso di Laurea in Economia del Turismo ed è uno dei corsi di laurea più strategicamente utile al nostro territorio.
Sempre più insistentemente si parla, infatti, sia a livello regionale sia a livello nazionale, dell’importanza che riveste il turismo per l’economia e della necessità di gestirlo in maniera più imprenditoriale e tecnologicamente avanzata. Fatte salve alcune eccezioni, troppa improvvisazione si è registrata e, purtroppo, si registra in questo settore che ha basato le proprie fortune quasi esclusivamente sulle rendite di posizione che vantiamo: pochi investimenti sia strutturali che infrastrutturali, scarsa programmazione a lungo termine, debole propensione a “fare sistema”, inefficace comunicazione, bassa propensione all’innovazione. E così abbiamo iniziato inesorabilmente a perdere competitività.
Nel necessario cambiamento di approccio cui stiamo assistendo, la qualità del fattore umano, la sua professionalità e competenza, sono considerati da tutti elemento centrale.
Abbiamo un corso di laurea in ECONOMIA DEL TURISMO che ogni anno offre laureati ben preparati e molto richiesti dalle aziende, abbiamo competenze ed esperienze riconosciute nel gruppo dei docenti e dei professionisti che qui a Savona insegnano, abbiamo un Campus splendido con spazi e strutture che consentirebbero di sviluppare una seria attività di ricerca e formazione di cui esiste un gran bisogno in Liguria e non solo: sfruttiamoli. Savona può diventare un centro d’eccellenza in campo turistico, in grado di attrarre studenti da altre regioni e dall’estero: già quest’anno, la prof.ssa Paola Massa, Preside di Economia, ci segnala un aumento delle immatricolazioni del 35%(dati non ancora defitivi) e la presenza di due studenti cinesi arrivati appositamente per frequentare il nostro corso di laurea a Savona.
Come dichiarato da Montezemolo nella sua ultima visita in Liguria, e da Alessandro Schiesaro (presidente di SPES) in molti suoi interventi, è questo il modello di Università da perseguire, e le positive ripercussioni economiche di uno sviluppo in tal senso sono evidenti, sia per gli operatori pubblici che per quelli privati.
Sarebbe auspicabile, però, che i soggetti coinvolti, Università, Enti locali ..., collaborino più strettamente e trovino, magari proprio nella sede naturale del Campus, il luogo fisico d’incontro per l'elaborazione di una nuova progettualità del turismo ligure.
Noi ci saremo.
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