Ebbene,
dopo attenti studi, l'azienda decise di adottare l'approccio proposto
dai ricercatori dell'IBM negli anni Novanta: quello della traduzione
automatica statistica. Si tratta di un software innovativo, che
ricerca corrispondenze esistenti tra due date lingue. Le parole di
una frase della lingua di partenza A vengono confrontate con quelle
della frase corrispondente della lingua d'arrivo B. In questo modo,
si crea un serbatoio di possibili traduzioni di una determinata
frase, formando paradigmi prevedibili di resa nella lingua d'arrivo.
Lo stesso discorso vale per l'ortografia, determinata dalla frequenza
di ricorrenza del termine. Nasce così Google Translator, in grado di
fornire all'utente la versione di una pagina web in una lingua diversa.
Il colosso informatico è stato abile a sfruttare le sue stesse risorse: non ha bisogno altro che la sua immensa scorta di dati, una riserva illimitata per riuscire in una traduzione efficace. In particolare, può sfruttare quello che, in apparenza, è stato un esperimento poco riuscito: le notizie raccolte da Google News.
Un ulteriore passo avanti è il servizio telefonico gratuito di informazioni, dotato di un software per il riconoscimento vocale; in questo modo, Google è in grado di creare un vasto apparato fonetico per il completamento di un modello linguistico non unicamente testuale. Attualmente, Google Translator non è ancora in grado di garantire una corrispondenza diretta tra tutte le lingue, in molti casi è necessario passare attraverso l'inglese. Comunque, le traduzioni presentano anche altre imperfezioni, soprattutto per quanto riguarda le espressioni idiomatiche. Insomma, il traduttore in carne ed ossa svolge ancora un ruolo fondamentale.
Ma Google è in continua evoluzione e sembra deciso a progredire anche in questo settore, in cui è leader indiscusso. Si mormora infatti, di una nuova trovata di “Big G”: il traduttore universale su telefono. Una chiamata e all'altro capo la propria voce viene resa simultaneamente nella lingua dell'interlocutore. Certo il problema degli accenti potrebbe ostacolare il progetto, allungandone i tempi di sviluppo, ma Och, il direttore del settore traduzioni, si dice ottimista in questo senso, dato che il cellulare è personale e potrebbe quindi essere in grado di riconoscere la voce del possessore da ricerche vocali passate.

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