« Cabanyal, un quartiere di Valencia dove si scontrano Turismo sostenibile e Urbanistica. |
Principale
| Google progredisce nella Traduzione Linguistica »
Scopro con grande sorpresa che nell’ultimo numero di Vanity Fair (3 febbraio), Enrico Mentana risponde ad una
provocazione del Ministro Brunetta, sviscerando le problematiche
dei giovani italiani e suggerendo una soluzione davvero interessante. Decido
allora di scrivere un post per condividere le sue osservazioni. Mi limiterò a
trascrivere alcune parti del suo articolo, non voglio aggiungere altro, se non
che sottoscrivo pienamente le sue parole e la sua riflessione. Anche perché mi
sento un po’ parte (piccolissima!) di quel “circuito” virtuoso di cui parla,
grazie al Master in Marketing e Web
Marketing Turistico Territoriale che ho frequentato presso il Campus Universitario di Savona.
Mentana parla della proposta di Brunetta di offrire 500 euro
ai giovani italiani che vogliono rendersi indipendenti. Una provocazione
secondo il giornalista, oltre che una “sparata” fuori luogo. Tuttavia, si
tratta anche di un punto fondamentale su cui riflettere. Se i giovani italiani
rimangono in casa con i genitori probabilmente è perché con loro ci stanno
bene, ma non sarà anche che non si possono permettere di comprare casa o vivere
in affitto altrove? I prezzi delle abitazioni sono inaccessibili e i contratti
di lavoro spesso a tempo determinato. Poi intervengono anche fattori
psicologici per cui oggi a trent’anni vivere con i genitori non è più così
disdicevole come negli anni 70 e i difetti strutturali nell’istruzione
universitaria che consente di prolungare i tempi di conseguimento della laurea.
Allora Mentana prosegue dicendo che servono misure per
tutelare i giovani lavoratori ma soprattutto “c’è il bisogno che la mano
pubblica disegni ambiti di nuovo lavoro […] con le idee, non con le improvvisazioni. Il settore turistico paesaggistico artistico museale, per fare
l’esempio più importante, è quello su cui è necessario […] fare uno sforzo
organizzativo e di rilancio di rilievo, su di esso poggia un’industria della ‘Bella
Italia’ che non ha rivali nel mondo”. E continua: “manca quasi del tutto la
rete di connessione tra tutti i nostri giacimenti di bellezza artistica e
naturale. Il circuito potrebbe essere costruito […] a misura dei nuovi talenti
che escono dalle nostre università,
nell’arco disparato che va dall’archeologia
al marketing”. Infine conclude:
“Solo con coraggio e inventiva, ma anche con metodo, si crea nuovo lavoro e non
pannicelli caldi per […] bamboccioni”.
Commenti