Il turismo esperienziale, tema che ho già trattato anche se in una sua particolare accezione, ritorna casualmente attraverso una conversazione su friendfeed e mi è sembrato meritasse un approfondimento qui.
Da una mia richiesta d'informazioni molto pratica su come raggiungere una certa zona di Milano, la discussione è piacevolmente virata verso un racconto caldo di quella zona di Milano, uno di quei racconti che vorrei avere per ogni città che visito, uno di quei racconti che vanno "oltre" e parlano di un amore fatto di piccole attenzioni a particolari solo apparentemente insignificanti. La città spiegata da chi la vive, una città di profumi, sapori e immagini inedite.
Provo a trasmettere il concetto estrapolando alcune frasi dalla discussione (peraltro ancora in corso).
Peraltro piazza piemonte è una delle piazze più belle della città (non fosse per i lavori per il parcheggio sotterraneo) e via Washington è, soprattutto d'estate ahimè, parecchio piacevole. Se l'appuntamento finisce prima sempre nella piazza c'è feltrinelli. Via Washeccecc la ricinosci che è quella che si apre da entrambi i lati con due case gemelle che la gente che è nata lì in zona chiama da sempre i due castelli.
Se ti viene una botta di mammite, dopo la caserma c'è una (la mia) scuola elementare. Vi abbiamo appena presentato il servizio: lonely zone sconosciute di milano
Amo così tanto questa città inutile che troppo spesso penso che dovrei scrivere una guida del genere. Poi essitono centinaia di libri così e non mi piacciono mai, e quindi forse il mio è prorprio amore, speciale così tanto che lo capisco solo io :)
Se nelle traverse sulla destra di Via W vedi delle signore che aspettano, e magari mentre aspettano fanno la maglia, sono anche loro una placida istituzione della zona :)
Elli fa la migliore torta gialla di sempre (quella tonda con la crema pasticcera dentro). La miglior amorpolenta del mondo, invece, da ronchi in via sacco, proprio lì dietro.
Scopro poi che esiste un luogo, colpevolmente da me trascurato, dove questi pensieri sparsi sono aggregati intorno a un titolo Milano in soggettiva e narrano una città sconosciuta, anche se forse intuita, alle persone come me.
(la Milano che vorrei è il titolo di un contest del Corriere.it su Zooppa che trovo in qualche modo attinente e da cui ho - come si suol dire - libermente tratto il titolo a questo post)
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